Il 2026 si preannuncia come un anno di grande intensità culturale per il MAXXI L’Aquila, tra i protagonisti di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un programma articolato di mostre, progetti e performance animerà Palazzo Ardinghelli e diversi spazi della città, rafforzando il ruolo del museo come luogo di produzione culturale, ricerca e dialogo con il territorio.
La stagione espositiva si apre il 28 aprile 2026 con Ai Weiwei. Aftershock, mostra a cura di Tim Marlow. Attraverso film, video, fotografie, sculture e installazioni, il progetto attraversa cinque decenni della carriera dell’artista cinese, indagando l’impatto duraturo di disastri naturali, conflitti, corruzione e tragedie causate dall’uomo.
Nel corso dell’anno prosegue la collaborazione tra il MAXXI L’Aquila e il Comune dell’Aquila con SOND – The School of Narrative Dance di Marinella Senatore, un percorso di ricerca partecipata sul territorio che coinvolge cittadini e comunità locali e che culminerà, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, in una grande performance collettiva capace di trasformare la città in un palcoscenico diffuso.
Nel mese di giugno 2026 il MAXXI esce dalla sede di Palazzo Ardinghelli per inaugurare la mostra Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930–1960, ospitata negli spazi recentemente restaurati di Palazzo Ex Omni. Curata da Mario Centofanti, Raffaele Giannantonio e Andrea Mantovano, l’esposizione esplora un periodo cruciale per l’evoluzione architettonica e urbana del territorio abruzzese.
A settembre 2026 inaugura infine al MAXXI L’Aquila la grande mostra dedicata a Fabio Mauri, a cura di Maurizio Cattelan e Marta Papini, realizzata in occasione del centenario della nascita dell’artista. Il progetto rende omaggio a una figura centrale dell’arte e del pensiero del Novecento, concentrandosi sulle opere ideate e realizzate da Mauri nel periodo in cui è stato docente di Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, tra il 1979 e il 1999, valorizzando il profondo legame tra la sua ricerca, la città e i suoi abitanti.
Con questo programma, il MAXXI L’Aquila si conferma uno dei poli culturali centrali di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, contribuendo a un racconto plurale che intreccia arte contemporanea, partecipazione, memoria e visioni per il futuro.




