Dal 26 settembre al 2 ottobre 2026, nelle sale del Palazzo dell’Emiciclo, apre “Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo”: una mostra fotografica e documentaria promossa dalla Fondazione Dompé che racconta, attraverso oltre 50 testimonianze d’archivio e contenuti multimediali, la storia di una delle principali aziende biofarmaceutiche italiane e il suo legame con L’Aquila e il territorio abruzzese. Ingresso libero.
Dalla farmacia ottocentesca di Piazza della Scala a Milano al polo produttivo e scientifico di Campo di Pile, capace di produrre 700 milioni di dosi l’anno e di raggiungere oltre 40 paesi nel mondo. Il percorso espositivo “Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo” ricostruisce oltre un secolo di storia di Dompé, azienda biofarmaceutica italiana di rilevanza internazionale, restituendo alla città dell’Aquila la memoria di un legame industriale e scientifico che dura ormai da oltre trent’anni.
La mostra, promossa dalla Fondazione Dompé con il patrocinio del Comune dell’Aquila e del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, si inserisce nel programma dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 ed è ospitata nelle sale del Palazzo dell’Emiciclo — sede del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, nel cuore del centro storico aquilano.
L’apertura è sabato 26 settembre alle ore 15:00. Nei giorni successivi la mostra è visitabile dalle 8:30 alle 19:30 fino al 2 ottobre 2026. L’ingresso è gratuito.
Il percorso: dall’archivio storico al presente
Il cuore dell’esposizione è costituito da oltre 50 testimonianze — fotografie, documenti e materiali provenienti dall’Archivio Storico della Fondazione Dompé — arricchite da contenuti multimediali che ampliano il racconto e offrono al visitatore un’esperienza di fruizione contemporanea.
Il percorso narrativo parte dalle origini: la Farmacia Centrale Dompé di Piazza della Scala, aperta a Milano alla fine dell’Ottocento, primo capitolo di una storia imprenditoriale che nel corso del Novecento si trasforma in un’azienda farmaceutica di rilievo internazionale.
L’Aquila nel racconto Dompé: Campo di Pile
Una sezione specifica è dedicata al legame tra Dompé e L’Aquila, avviato nel 1993 con l’apertura dello stabilimento di Campo di Pile. Quello che nasce come impianto produttivo diventa nel tempo uno dei poli industriali e scientifici più avanzati d’Europa nel settore biofarmaceutico: oggi conta più di 300 dipendenti, una capacità produttiva di 700 milioni di dosi e 45 milioni di confezioni l’anno, destinate a oltre 40 paesi nel mondo.
Il polo dell’Aquila non è dunque solo una realtà produttiva locale: è un punto di eccellenza che collega il territorio aquilano ai mercati farmaceutici globali, testimoniando come l’Aquila sia anche un distretto dell’innovazione scientifica e industriale.
La Fondazione Dompé e l’Archivio Storico
La mostra è promossa dalla Fondazione Dompé, nata nel 2020 su iniziativa di Sergio Dompé, Presidente esecutivo dell’omonima azienda biofarmaceutica. La Fondazione persegue due obiettivi principali: abbattere le barriere socioeconomiche all’accesso all’istruzione universitaria e promuovere lo sviluppo delle professioni del futuro nelle discipline STEM — con particolare attenzione alle scienze della vita.
La Fondazione gestisce inoltre il progetto dell’Archivio Storico Dompé — avviato anch’esso nel 2020 — con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la memoria di un’azienda che ha sempre fatto dell’innovazione il proprio motore. L’archivio è la fonte principale dei materiali in mostra.
Informazioni pratiche
| Mostra | Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo |
| Apertura | Sabato 26 settembre 2026, ore 15:00 |
| Chiusura | Venerdì 2 ottobre 2026 |
| Orari (dom-ven) | 8:30–19:30 |
| Sede | Palazzo dell’Emiciclo, L’Aquila |
| Ingresso | Libero |
| Promossa da | Fondazione Dompé |
| Patrocini | Comune dell’Aquila · Consiglio Regionale dell’Abruzzo |
| Nell’ambito di | L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 |
Mostra promossa dalla Fondazione Dompé con il patrocinio del Comune dell’Aquila e del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.
