Torna al Parco del Castello dell’Aquila la quarta edizione del Festival delle Città del Medioevo: quattro giorni di incontri, lezioni, dialoghi e spettacoli sul tema “La pace e la guerra. Mura e Ponti”. Tra gli ospiti storici, scrittori e intellettuali di primo piano della scena culturale italiana.
Dal 25 al 28 giugno 2026, il Parco del Castello dell’Aquila ospita la quarta edizione del Festival delle Città del Medioevo, uno degli appuntamenti di punta del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Promosso in sinergia dall’Università degli Studi dell’Aquila e dal Comune dell’Aquila, e curato dai docenti universitari Amedeo Feniello e Alfonso Forgione, il Festival torna con un tema di straordinaria attualità: “La pace e la guerra. Mura e Ponti”.
Il tema: mura che separano, ponti che uniscono
Al centro della quarta edizione c’è una tensione che il Medioevo conosce bene e che il presente riconosce con immediata familiarità: difendersi o aprirsi, separare o unire. Le mura medievali parlano di identità, protezione, paura e appartenenza; i ponti di passaggio, scambio, dialogo e relazione. Tra conflitto e convivenza, il Festival legge il Medioevo come un tempo complesso — attraversato dalla violenza ma anche da continue pratiche di mediazione, diplomazia e ricerca della pace — riportando quella complessità al centro del dibattito contemporaneo.
“Attraverso il racconto del Medioevo non parliamo di un passato remoto, ma interroghiamo il nostro presente sulle tensioni tra isolamento e dialogo, tra la necessità di proteggere la nostra identità e il dovere di aprirsi al confronto. L’Aquila, città di pietra e di storia che ha fatto della ricostruzione e dell’incontro la sua missione, è il palcoscenico ideale per ospitare questo altissimo momento di divulgazione scientifica e partecipazione civile”, ha dichiarato il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Gli ospiti: storici, intellettuali e voci del dibattito pubblico
Il Festival porta all’Aquila un parterre di ospiti che unisce rigore accademico e capacità di divulgazione, confermando la vocazione del formato a essere insieme convegno scientifico e evento aperto alla città. Tra i protagonisti annunciati:
- Duccio Balestracci — storico medievista, tra i massimi esperti del Medioevo comunale italiano
- Anna Foa — storica, docente alla Sapienza di Roma, specialista di storia moderna e delle minoranze
- Alessandro Vanoli — storico e scrittore, esperto di storia del Mediterraneo medievale
- Franco Cardini — storico e medievista di fama internazionale, tra le voci più autorevoli sulla civiltà medievale europea
- Lella Costa — attrice e voce tra le più riconoscibili del teatro e della cultura italiana
- Marina Montesano — storica medievista, Università di Genova
- Antonio Brusa — storico e didattico della storia, tra i protagonisti del dibattito sull’insegnamento della storia in Italia
- Dario Fabbri — analista geopolitico e direttore di Domino, tra le voci di riferimento del dibattito strategico italiano
I Dialoghi del Festival saranno condotti da Giovanni Carletti.
Quattro giorni tra storia e presente
Le quattro giornate si articolano in incontri, lezioni magistrali, dialoghi e spettacoli che attraversano i secoli medievali da più angolazioni: dal mondo antico ai Comuni italiani, dalle fortificazioni d’Abruzzo al costo umano ed economico della guerra, dalle architetture difensive come strumenti di identità collettiva alle pratiche diplomatiche di pace.
Il Parco del Castello — sede del MuNDA, Museo Nazionale d’Abruzzo — è la cornice storica e simbolica più coerente per un festival che usa il Medioevo come lente per guardare il presente: un castello cinquecentesco edificato su fondamenta medievali, nel cuore di una città che continua a costruire il proprio futuro.
Una sinergia istituzionale che dura nel tempo
Il Festival delle Città del Medioevo è giunto alla quarta edizione confermando una caratteristica rara nel panorama degli eventi culturali italiani: la continuità. Nato dalla sinergia tra il Comune dell’Aquila e l’Università degli Studi dell’Aquila, il Festival ha costruito nel tempo un’identità riconoscibile e un pubblico fedele, consolidando il ruolo dell’Aquila come sede elettiva della divulgazione storica di qualità a livello nazionale. Nell’anno da Capitale italiana della Cultura, questa vocazione trova la sua conferma più alta.
