Dal 16 maggio al 20 giugno, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre ospita un viaggio straordinario nell’essenza dell’arte giapponese. Un progetto che unisce la sensibilità orientale alla storia aquilana, celebrando la capacità di ripartire dopo le difficoltà.
Il 2026 si conferma un anno di grande fermento culturale per L’Aquila. Inserito nel ricco programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, il progetto “Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava” apre le sue porte al pubblico. L’iniziativa, promossa e sostenuta dal Comune dell’Aquila, rappresenta un ponte ideale tra l’Italia e il Giappone, celebrando il Teatro Nō come forma d’arte millenaria.
Il respiro internazionale dell’Aquila
L’importanza di questo legame è stata sottolineata dal Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: «L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 si conferma luogo di incontro tra civiltà e linguaggi universali. Con il progetto ‘Nanakorobi Yaoki’, la Fondazione De Marchis porta nel cuore della nostra città l’essenza del Teatro Nō, arte millenaria. Ospitare questa manifestazione significa onorare la memoria di Giorgio de Marchis, che tanto ha fatto per il dialogo tra Italia e Giappone, e ribadire la vocazione internazionale della nostra città, capace di guardare al futuro attraverso la forza della cultura.».
Immaginare l’invisibile: il cuore della mostra
Cuore pulsante dell’evento è la mostra fotografica “Immaginare l’invisibile” di Fabio Massimo Fioravanti. Attraverso 100 scatti realizzati in oltre 35 anni di viaggi in Giappone, l’artista ci conduce dietro le quinte del Teatro Nō, rivelando luoghi segreti come la “stanza dello specchio” e il minuzioso lavoro di preparazione degli attori.
La mostra non si ferma alla fotografia: ad arricchire il percorso espositivo troviamo 40 stampe ukyo-e del maestro Tsukioka Kogyo (esposte per la prima volta in Italia), maschere originali dell’artista Keiko Udaka e costumi di scena autentici. Un’occasione unica per scoprire un teatro che è, al contempo, letteratura, musica, danza e poesia.
Un dialogo tra territori
La direttrice della Fondazione, Diana Di Berardino, spiega la genesi profonda di questo progetto: «Il progetto intende valorizzare e approfondire il dialogo che il territorio aquilano e la Fondazione stessa intrattengono con il Giappone, un Paese lontano geograficamente, ma affine per storia e sensibilità. Due territori che condividono una memoria segnata da esperienze simili, che hanno conosciuto il dolore della distruzione, ma che, nello stesso tempo, hanno superato tutto attraverso l’arte, la cultura e la memoria. Puntualmente questi luoghi hanno avuto la forza di affrontare il destino e di tornare a vivere e a ricostruire».
Il motto “Nanakorobi Yaoki” diventa dunque una visione condivisa: cadere e saper trovare la forza per tornare a ergersi, una volta di più, è l’essenza stessa di questo percorso culturale.
Un calendario di incontri ed eventi
La mostra sarà accompagnata da una serie di appuntamenti esclusivi presso la sede della Fondazione (Corso Vittorio Emanuele II, 23):
- 23 maggio: Incontro con l’artista Keiko Udaka sull’arte delle maschere Nō e performance di Monique Arnaud.
- 30 maggio: Paolo Di Paolo dialoga con Dacia Maraini sulle esperienze di vita in Giappone.
- 6 giugno: Concerto di Fabrizio Valente allo shakuhachi (strumento a fiato tradizionale).
- 13 giugno: Claudia Iazzetta in conferenza: “Come un’erba che fluttua nell’acqua: Komachi e altri personaggi femminili nel teatro NŌ”.
- 20 giugno: Finissage con il prof. Matteo Casari e Fabio Massimo Fioravanti per una riflessione conclusiva.
